L’armata ucraina non è pronta, la polizia sta con i pro russi
L’Ucraina ha sotto le armi 130 mila uomini, una delle Forze armate più possenti in circolazione. Ma si tratta di un esercito di leva di modello sovietico, e se le truppe russe oltre a essere meglio equipaggiate grazie ai petrorubli hanno subìto l’addestramento della Cecenia, gli ucraini sembrano confermare le peggiori barzellette che su di loro raccontano a Mosca. Le armi ci sono, ma non c’è nessuno che sappia usarle. Però Kiev è costretta a usare l’esercito perché non si fida della polizia, che nell’est dell’Ucraina è passata con i pro russi (resta fedele il 30 per cento dei poliziotti). Leggi anche Raineri I russi sentono tutto e non dicono nulla, la Cia a Kiev prova a rimediare
19 AGO 20

L’Ucraina ha sotto le armi 130 mila uomini, una delle Forze armate più possenti in circolazione. Ma si tratta di un esercito di leva di modello sovietico, e se le truppe russe oltre a essere meglio equipaggiate grazie ai petrorubli hanno subìto l’addestramento della Cecenia, gli ucraini sembrano confermare le peggiori barzellette che su di loro raccontano a Mosca. Le armi ci sono, ma non c’è nessuno che sappia usarle. Però Kiev è costretta a usare l’esercito perché non si fida della polizia, che nell’est dell’Ucraina è passata con i pro russi (resta fedele il 30 per cento dei poliziotti).
In questi giorni ha fatto il giro del web il video del carro armato ucraino che si smarrisce in un campo vicino a Sloviansk ed è costretto alla marcia indietro a colpi di parolacce dai locali. I tre soldatini a bordo del tank, per quanto armati sembrano imbarazzati più che bellicosi. Come forse i loro commilitoni che ieri hanno permesso ai separatisti con le bandiere russe di montare sui loro blindati. L’esercito ucraino, pur facendo sfoggio in questi giorni di tutto l’arsenale ereditato dall’Urss (caccia, carri, elicotteri), è poco motivato a combattere, ma soprattutto incapace di farlo. L’Ucraina ha sotto le armi 130 mila uomini, una delle Forze armate più possenti in circolazione. Ma si tratta di un esercito di leva di modello sovietico, e se le truppe russe oltre a essere meglio equipaggiate grazie ai petrorubli hanno subìto l’addestramento della Cecenia, gli ucraini sembrano confermare le peggiori barzellette che su di loro raccontano a Mosca.
[**Video_box_2**]La carenza di mezzi è così drammatica che il governo ha lanciato una raccolta di fondi via sms, racimolando 15 milioni di dollari in due settimane. Ma non bastano, manca anche il cherosene per gli aerei. L’America per ora ha mandato 300 mila razioni Mre (meal ready-to-eat) che vengono già rivendute su internet. Dai cittadini arrivano offerte generose: vestiti, cuscini, carote. L’Unione delle donne ucraine ha lanciato una campagna con lo slogan: “Rinuncia al vestitino nuovo per Pasqua, regala un giubbotto antiproiettile ai nostri soldati”. E l’ex comandante della Nato in Kosovo Wesley Clark sul New York Times chiede di inviare a Kiev aiuti militari “non letali”, soprattutto strumenti di comunicazione a prova di intercettazione russa. Le radio in dotazione hanno 50 anni, e gli ufficiali preferiscono usare i loro cellulari. Le armi invece non mancano: manca chi le sappia usare. L’analista militare Dmitri Tymchuk calcola che l’Ucraina potrebbe richiamare sotto le armi un milione di persone, che però sarebbero “carne da cannone”. Il volontario Viktor Yushenkovich, uno dei 20 mila riservisti richiamati dopo l’invasione della Crimea, spiega: “Abbiamo al massimo 10-20 mila ufficiali preparati, quasi tutti senza esperienza di combattimento, il resto sono soldati di leva che non hanno fatto nemmeno il Car”. Yushenkovich racconta al sito Polemika il suo “addestramento” di dieci giorni: “Ho sparato una sola volta, tre caricatori, 90 colpi, senza mai centrare il bersaglio. Ma mi hanno fatto firmare la carta che mi certifica addestrato a usare un fucile automatico”.
Kiev è costretta a usare l’esercito perché non si fida della polizia. Nell’est del paese i poliziotti – parte essenziale del sistema di potere nel feudo dell’ex presidente Yanukovich – sono passati con i filorussi, o comunque non hanno fatto nulla per fermarli. Secondo indiscrezioni, soltanto il 30 per cento dell’organico resta fedele alla legge. I reparti antiterrorismo Alpha si sono rifiutati di compiere il blitz a Donetsk. Sono in buona parte gli stessi agenti che hanno sparato sul Maidan, molti sono indagati per sospetta strage, e non si fidano del nuovo governo. I battaglioni di miliziani del Maidan, ansiosi invece di entrare in azione, sono impreparati e troppo animati da risentimenti politici: mandarli contro i filorussi significa inaugurare ufficialmente la guerra civile. Non resta che l’esercito, nonostante la vecchia regola che i militari spediti a compiere operazioni poliziesche di solito combinano disastri. E a Mosca non aspettano altro che mostrare su Russia Today le immagini di carri armati ucraini che schiacciano i civili a Sloviansk.
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